{"id":1071,"date":"2013-03-08T15:11:08","date_gmt":"2013-03-08T15:11:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.visituffizi.org\/?page_id=1071"},"modified":"2015-03-10T18:58:50","modified_gmt":"2015-03-10T18:58:50","slug":"capolavori-da-non-perdere","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/itinerari\/capolavori-da-non-perdere\/","title":{"rendered":"Capolavori da non perdere"},"content":{"rendered":"ngg_shortcode_0_placeholder\n<h1>I capolavori da non perdere agli Uffizi<\/h1>\n<h2>Caratteristiche:<\/h2>\n<ul>\n<li>Tempo occorrente: <strong>un\u2019ora e mezza<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Le Sale<\/h2>\n<p><em><strong>N.B. da giugno 2014 fino a primavera 2015: le sale 2-7 sono chiusi per lavori di ammornamento alle sale. Alcune delle opere sono temporaneamente esposte nelle sale 43-45.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><a title=\"Sala 2 \u2013 Il Duecento e Giotto\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/sale\/sala-2-del-duecento-e-giotto\/\">Sala 2 &#8211; Pittura del Due e Trecento<\/a>. Qui sono esposte le tre <em><strong>Maest\u00e0<\/strong><\/em> di <strong>Cimabue<\/strong>, <strong>Duccio di Buoninsegna<\/strong> e <strong><a title=\"Madonna di Ognissanti di Giotto\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/opere\/madonna-di-ognissanti-di-giotto\/\">Giotto<\/a><\/strong>. Il titolo Maest\u00e0 viene attribuito alla rappresentazione della Madonna con il Bambino seduta in trono e circondata da Angeli e Santi. La tecnica \u00e8 la tempera su tavola con fondo a foglia d\u2019oro. Confrontando le tre opere si riesce a cogliere il cambiamento di stile che si verifica in Italia alla fine del Duecento. Infatti, mentre nei secoli XI-XIII la scultura e l\u2019architettura avevano gi\u00e0 trovato un linguaggio originale nell\u2019Europa occidentale con lo stile romanico e gotico, la pittura era rimasta ancora molto dipendente dallo stile greco bizantino, come si pu\u00f2 vedere nella Maest\u00e0 di Cimabue, del 1280\/90. Una rappresentazione pi\u00f9 naturalistica dello stesso tema si nota nell\u2019opera di Duccio, dipinta nel 1285, ma \u00e8 con Giotto che inizia la nuova pittura. Questi, al pari del suo contemporaneo Dante Alighieri, non parla pi\u00f9 greco o latino ma italiano, le sue figure sono collocate in uno spazio tridimensionale, acquistano concretezza corporea e sanno rivelare i loro sentimenti attraverso le espressioni del viso e la gestualit\u00e0. Si noti ad esempio, in questa Maest\u00e0 del 1310, la figura della Madonna, della quale per la prima volta si vede il corpo sotto le vesti.<\/p>\n<p><a title=\"Sale 5\/6 \u2013 Il Gotico Internazionale\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/sale\/sale-5-e-6-del-gotico-internazionale\/\">Sala 5-6 \u2013 Gotico internazionale<\/a>. Fra le tante belle opere spicca per la sua raffinatezza l\u2019<a title=\"Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/opere\/adorazione-dei-magi-di-gentile-da-fabriano\/\"><em>Adorazione dei Magi<\/em> di Gentile da Fabriano<\/a>, <strong>firmata e datata 1423<\/strong>.<br \/>\nPu\u00f2 essere presa ad esempio del passaggio dal gotico cortese al Rinascimento: conserva il carattere del Gotico nella rappresentazione dei costumi sontuosi e nella ricchezza della cornice e dello sfondo dorato, si accosta al Rinascimento per la struttura compositiva e la narrazione della storia. Infatti qui non abbiamo pi\u00f9 la suddivisione delle figure nei diversi pannelli come nei trittici o polittici ma nella stessa scena c\u2019\u00e8 la rappresentazione dell\u2019intera storia, che inizia in alto con i tre Re Magi che vedono la stella cometa e che poi la seguono viaggiando attraverso Gerusalemme fino a Betlemme. Nelle scenette della predella, inoltre, il pittore abbandona il fondo dorato e adotta la rappresentazione del cielo atmosferico, che insieme alla prospettiva \u00e8 uno dei nuovi elementi della pittura rinascimentale.<\/p>\n<p><a title=\"Sala 7 \u2013 Il Primo Rinascimento\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/sale\/sala-7-del-primo-rinascimento\/\">Sala 7<\/a> \u2013 Nelle opere di questa sala, dedicata al primo Rinascimento, sono presenti tutti gli elementi che caratterizzano l\u2019arte nuova: la rappresentazione dello spazio tridimensionale ottenuta con la prospettiva, come si vede nella grande tavola della <a title=\"Battaglia di San Romano di Paolo Uccello\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/opere\/battaglia-di-san-romano-di-paolo-uccello\/\"><em>Battaglia di San Romano<\/em><\/a> (1438\/40) di <strong>Paolo Uccello<\/strong>, lo studio della luce naturale, che crea un bellissimo effetto nella <a title=\"Pala di Santa Lucia de\u2019 Magnoli di Veneziano\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/opere\/pala-di-santa-lucia-de-magnoli-di-veneziano\/\"><em>Pala di Santa Lucia dei Magnoli<\/em><\/a> (1440 circa) di <strong>Domenico Veneziano<\/strong>, la centralit\u00e0 dell\u2019uomo e lo studio dell\u2019anatomia che vengono espressi i maniera potente nella <em>Madonna col Bambino e Sant\u2019Anna<\/em> di <strong>Masaccio e Masolino<\/strong> (1425 circa). La riscoperta delle opere dei filosofi e degli scrittori antichi, che gi\u00e0 nel Trecento aveva dato origine agli studi umanistici di Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, si accompagna nel Quattrocento a Firenze al rinnovamento dell\u2019arte attraverso lo studio dell\u2019antico, di cui sono primi protagonisti Filippo Brunelleschi, Donatello, Masaccio, Lorenzo Ghiberti e Luca della Robbia.<\/p>\n<p><a title=\"Sala 8 \u2013 Filippo Lippi\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/sale\/sala-8-di-filippo-lippi\/\">Sala 8<\/a> &#8211; La celebre <a title=\"Madonna col Bambino e Due Angeli di Filippo Lippi\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/opere\/madonna-col-bambino-e-due-angeli-di-filippo-lippi\/\"><em>Madonna col Bambino e due angeli<\/em><\/a> (1465) di <strong>Filippo Lippi<\/strong>, ora conservata in questa sala ma probabilmente proveniente da Palazzo Medici, rappresenta l\u2019esempio pi\u00f9 famoso della rappresentazione di questo tema nella tradizione del Quattrocento fiorentino. Le Madonne di Filippo Lippi, pittore molto ammirato da Cosimo il Vecchio e Piero de\u2019 Medici, sono caratterizzate da una straordinaria grazia e dall\u2019espressione vivace e domestica degli affetti.<\/p>\n<p>I <a title=\"Ritratto dei Duchi di Urbino di Piero della Francesca\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/opere\/ritratto-dei-duchi-di-urbino-di-piero-della-francesca\/\"><em>Duchi di Urbino<\/em><\/a> di <strong>Piero della Francesca<\/strong> (1465-1472) sono invece un capolavoro nel genere del ritratto, che ebbe grande importanza nel Rinascimento. Federico da Montefeltro e Battista Sforza sono raffigurati di profilo, come nelle medaglie antiche che rappresentavano le effigi dei Cesari, ma i volti non sono idealizzati e attraverso i tratti caratteristici e veri della loro fisionomia appaiono le personalit\u00e0 di questi due sposi: la duchessa intellettuale e raffinata con la sua ampia fronte, il duca imperioso e machiavellico, dal grande, famoso, naso che ne esprime tutta l\u2019autorit\u00e0. I due ritratti hanno come sfondo un bellissimo paesaggio rappresentato come in una veduta panoramica, dove il cielo sfuma nella terra lungo la linea dell\u2019orizzonte. Questi elementi sono stati fondamentali per lo sviluppo della pittura nel Quattrocento ed in particolare per Leonardo da Vinci e Raffaello.<\/p>\n<p><a title=\"Sale 10\/14 \u2013 Botticelli\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/sale\/sale-10-14-di-botticelli\/\">Sala 10-14<\/a> &#8211; In questa sala sono raccolti i capolavori che rendono famosi gli Uffizi in tutto il mondo: <a title=\"Nascita di Venere di Botticelli\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/opere\/nascita-di-venere-di-botticelli\/\"><em>La Nascita di Venere<\/em><\/a> e <a title=\"Primavera di Botticelli\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/opere\/primavera-di-botticelli\/\"><em>La Primavera<\/em><\/a> di <strong>Sandro Botticelli<\/strong>, espressione pi\u00f9 alta della cultura umanistica fiorentina ispirata al Rinascimento pagano. Vennero eseguiti per la famiglia dei Medici che sapeva apprezzare la bellezza dell\u2019antico anche nelle opere moderne e che realizz\u00f2 una meravigliosa unione fra denaro e bellezza.<\/p>\n<p><a title=\"Sala 15 \u2013 Leonardo\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/sale\/sala-15-di-leonardo\/\">Sala 15<\/a> &#8211; <strong>Leonardo da Vinci<\/strong> \u00e8 il protagonista di questa sala, dove si ammirano due sue opere giovanili: il <em>Battesimo di Cristo<\/em> e <em>l\u2019 Annunciazione<\/em>. Il primo \u00e8 famoso perch\u00e9 costituisce il primo esempio di pittura del geniale artista. Infatti la maggior parte dell\u2019opera venne dipinta da Andrea del Verrocchio, presso il quale Leonardo era apprendista, e solo l\u2019angelo raffigurato di spalle e di cui si vede il profilo \u00e8 di Leonardo, che lo seppe rappresentare con una morbidezza e una grazia del tutto diverse dalle altre figure, un poco rigide, del maestro. L\u2019Annunciazione (1472 circa) \u00e8 invece tutta di Leonardo, allora ventenne, che qui d\u00e0 un saggio del suo famoso \u201csfumato\u201d nel paesaggio retrostante.<\/p>\n<p><a title=\"Sala 35 \u2013 Michelangelo e i Fiorentini\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/sale\/sala-35\/\">Sala 35<\/a> &#8211; E\u2019 la sala dedicata al <a title=\"Tondo Doni di Michelangelo\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/opere\/tondo-doni-di-michelangelo\/\"><em>Tondo Doni<\/em><\/a> di <strong>Michelangelo<\/strong>, l\u2019unico dipinto a tempera su tavola di sicura attribuzione che si conserva del grande artista. Il soggetto \u00e8 la Sacra Famiglia e venne commissionata da Agnolo Doni e Maddalena Strozzi nel 1506. L\u2019opera si colloca dunque tra l\u2019esecuzione della statua del <em>David<\/em> (terminata nel 1504) e gli affreschi della Cappella Sistina, iniziati da Michelangelo a Roma nel maggio del 1508. La cornice \u00e8 originale e venne intagliata nella bottega dei Del Tasso su disegno di Michelangelo stesso.<\/p>\n<p>Per completare la triade dei pi\u00f9 importanti pittori italiani del Cinquecento bisogna scendere al primo piano.<\/p>\n<p><a title=\"Sala 66 \u2013 Raffaello\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/sale\/sala-66\/\">Sala 66<\/a> &#8211; E\u2019 dedicata alle opere di <strong>Raffaello da Urbino<\/strong>, di cui le collezioni fiorentine degli Uffizi e di Palazzo Pitti conservano il maggior numero di quadri al mondo: ben 20. A Firenze Raffaello esegu\u00ec, negli stessi anni in cui Michelangelo dipingeva il <em>Tondo Doni<\/em>, la <a title=\"Madonna del Cardellino di Raffaello\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/opere\/madonna-con-cardellino-di-raffaello\/\"><em>Madonna del cardellino<\/em><\/a>, sottoposta recentemente ad un difficile restauro durato 10 anni. L\u2019opera era infatti andata in pezzi sotto le macerie della casa di Lorenzo Nasi nel 1547 e nel corso dei secoli aveva sub\u00ecto restauri cos\u00ec pesanti che non permettevano pi\u00f9 di ammirarne la poetica bellezza, che oggi ha riacquistato. Si tratta di un\u2019opera giovanile che risente ancora dell\u2019alunnato sotto il Perugino ma che mostra anche l\u2019influenza delle opere di Leonardo da Vinci, il maestro che Raffaello era venuto a studiare nel suo soggiorno a Firenze dal 1504 al 1508.<\/p>\n<p>Al successivo periodo romano, ed esattamente al 1518, risale il <em>Ritratto del papa Leone X con i cardinali Giulio de\u2019 Medici e Luigi de\u2019 Rossi<\/em>, dove ormai lo stile del Sanzio ha acquisito quella grandezza e quella perfezione che hanno fatto di lui il maestro di tutti i pittori della corrente \u201cclassica\u201d fino al XIX secolo.<\/p>\n<p><strong><a title=\"Sala 83 \u2013 Tiziano\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/sale\/sala-83\/\">Sala 83<\/a>\u00a0\u2013 <\/strong>Qui una nuova raffigurazione della dea dell\u2019amore si offre all\u2019ammirazione dei visitatori: \u00e8 la\u00a0<a title=\"Venere di Urbino di Tiziano\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/opere\/venere-di-urbino-di-tiziano\/\"><em>Venere di Urbino<\/em><\/a>\u00a0di\u00a0<strong>Tiziano<\/strong>, il maggiore rappresentante della scuola veneta del Cinquecento. L\u2019elemento pi\u00f9 importante per Tiziano non era il disegno, considerato di solito la base di ogni espressione artistica, bens\u00ec il colore, come sar\u00e0, 300 anni dopo, per gli Impressionisti.\u00a0<em>La Venere<\/em>\u00a0di Tiziano \u00e8 fatta di carne e non assomiglia per nulla a quella del Botticelli, che invece ci appare come una statua greca, divina e immortale.<\/p>\n<p><a title=\"Sala 90 \u2013 Caravaggio\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/sale\/sala-90\/\"><strong>Sala 90<\/strong><\/a>\u00a0&#8211; L\u2019itinerario si conclude in questa sala dedicata al <strong>Caravaggio<\/strong>, il genio \u201cmaledetto\u201d che all\u2019inizio del Seicento rinnov\u00f2 profondamente la pittura non solo in Italia ma anche in Europa. Gli elementi che caratterizzano lo stile caravaggesco sono il realismo con cui vengono descritti i particolari e il contrasto fra la luce e la tenebra. Quest\u2019ultimo non \u00e8 soltanto un effetto di grande suggestione ma presenta anche un significato simbolico: la luce \u00e8 la grazia, la tenebra \u00e8 il peccato e la disperazione. Questo era il riflesso delle vicende biografiche del pittore, che al genio nell\u2019arte un\u00ec la sregolatezza nella vita. Nelle opere conservate agli Uffizi questo aspetto non \u00e8 ancora molto sviluppato poich\u00e9 sono dipinti giovanili, ma non si pu\u00f2 fare a meno di ammirare il terribile sguardo della <em>Medusa<\/em> che risalta come viva dallo sfondo scuro dello scudo, o il crudo realismo della mano di Abramo che sta per uccidere il figlio nel <em>Sacrificio di Isacco<\/em>, o la perfetta resa dei particolari nel <a title=\"Bacco di Caravaggio\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/opere\/bacco-di-caravaggio\/\"><em>Bacco<\/em><\/a> lascivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un itinerario da seguire per trovare i capolavori da non perdere agli Uffizi. Tempo: 1.5 ore.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":994,"parent":985,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-1071","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Capolavori degli Uffizi da Non Perdere: Itinerario Breve per gli Uffizi<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Un itinerario breve per visitare i capolavori da non perdere alla Galleria degli Uffizi.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/itinerari\/capolavori-da-non-perdere\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta 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