{"id":18,"date":"2011-04-20T16:04:19","date_gmt":"2011-04-20T16:04:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.netpromotion.org\/?page_id=18"},"modified":"2013-03-11T16:11:45","modified_gmt":"2013-03-11T16:11:45","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.visituffizi.org\/it\/museo\/storia\/","title":{"rendered":"La storia"},"content":{"rendered":"ngg_shortcode_0_placeholder\n<h1>La storia della Galleria degli Uffizi<\/h1>\n<p>Pochi sanno che il monumentale complesso degli Uffizi non fu creato per essere un museo. E\u2019 proprio il suo nome che ne spiega la destinazione originaria: fu infatti ordinato nel 1560 da <strong>Cosimo I de\u2019 Medici<\/strong>, primo Granduca di Toscana, per accogliere gli \u201cuffizi\u201d, cio\u00e8 gli uffici amministrativi e giudiziari di Firenze. Alla data dell\u2019inizio della costruzione, l\u2019egemonia dei Medici era ormai consolidata e il loro potere si accentrava, anche materialmente, fra le mura del palazzo.<\/p>\n<p>Cosimo incaric\u00f2 dell\u2019impresa il suo artista di fiducia, <strong>Giorgio Vasari<\/strong>, che progett\u00f2 l\u2019edificio dalla forma ad U cos\u00ec come possiamo ammirarlo ancora oggi, con il portico a colonne doriche e l\u2019aspetto insieme elegante e severo, fondato \u201c<em>in sul fiume e quasi in aria<\/em>\u201d. Il grande architetto costru\u00ec anche il Corridoio, che da lui prende il nome, che unisce, attraverso gli Uffizi, Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti, passando su Ponte Vecchio e attraversando la chiesa di Santa Felicita e numerosi edifici adiacenti prima di sbucare nel Giardino di Boboli. Il \u201cCorridoio Vasariano\u201d fu costruito nel 1565 in occasione del matrimonio del figlio di Cosimo, Francesco, con Giovanna d\u2019Austria, in modo da mettere in comunicazione attraverso un percorso privato gli appartamenti granducali situati nel Palazzo della Signoria con quelli che si andavano preparando nel Palazzo Pitti, nuova residenza della famiglia Medici, acquistato nel 1549 dalla duchessa Eleonora di Toledo, consorte di Cosimo.<\/p>\n<p>Per costruire gli Uffizi e creare spazio per l\u2019imponente edificio, furono demolite molte costruzioni che si trovavano sulla riva destra dell\u2019Arno, a monte del Ponte Vecchio. Qui era sorto infatti gi\u00e0 in epoca romana un quartiere portuale \u2013 il fiume era navigabile \u2013 che prendeva il nome da un locale, popolare e malfamato: la taverna di Baldracca. La costruzione dell\u2019edificio delle Magistrature, come all\u2019inizio era denominato, serv\u00ec anche a dare un volto nuovo a questo lembo di citt\u00e0. Dal lato di Piazza Signoria l\u2019antica chiesa romanica di <strong>San Pier Scheraggio<\/strong>, luogo dove i primi fiorentini del libero Comune si radunavano nel \u2018200, non venne abbattuta, bens\u00ec inglobata nella nuova muratura vasariana, mantenendo la sua funzione sacra fino al \u2018700. Si possono ancora oggi notare i resti dell\u2019antica chiesa lungo Via della Ninna, a lato di Palazzo Vecchio, riportati in luce durante i restauri nel 1971, e la navata centrale, rimasta pressoch\u00e9 intatta, dove sono conservati i celebri affreschi staccati di Andrea del Castagno con il ciclo degli <em>Uomini e Donne Illustri<\/em>, e un altro famoso affresco di Sandro Botticelli con l\u2019<em>Annunciazione<\/em>.<\/p>\n<p>Gli Uffizi furono completati dopo la morte di Vasari (1574) e di Cosimo I da un altro grande architetto, <strong>Bernardo Buontalenti<\/strong>, e da un altro granduca, il colto e raffinato <strong>Francesco I de\u2019 Medici<\/strong>. Si deve a lui la creazione della <strong>Galleria<\/strong>, allestita nel 1581 al secondo piano dell\u2019edificio. Cuore del museo fu la ottagonale sala della Tribuna, strepitosa invenzione del genio del Buontalenti completata nel 1584, rappresentazione alchemica dei Quattro Elementi, scrigno meraviglioso delle opere pi\u00f9 preziose.<\/p>\n<p>Le collezioni da quel momento si sarebbero ampliate sempre pi\u00f9, arricchite continuamente con nuove acquisizioni da tutti i membri della dinastia. Oltre alle opere d\u2019arte antiche e moderne furono accumulate gemme, armi e perfino strumenti scientifici, fra i quali quelli appartenuti a Galileo Galilei, conservati con reverenza nell\u2019apposito Camerino delle Matematiche.<\/p>\n<p>Tutto questo enorme patrimonio avrebbe potuto andare disperso alla met\u00e0 del XVIII secolo, quando si estinse il ramo principale dei Medici. Ma l\u2019ultima discendente diretta dell\u2019antica stirpe dei grandi banchieri fiorentini, <strong>Anna Maria Luisa de\u2019 Medici<\/strong>, impose al nuovo granduca designato dalle potenze europee il famoso Patto di Famiglia, col quale nel 1737 legava per sempre l\u2019eredit\u00e0 medicea a Firenze \u201c<em>per l\u2019ornamento dello Stato, per l\u2019utilit\u00e0 del pubblico e per attirare la curiosit\u00e0 dei forestieri<\/em>\u201d, corredando il documento con l\u2019inventario completo e minuzioso di tutte le collezioni.<\/p>\n<p>La Galleria fu aperta al pubblico nel 1789 dal <strong>granduca Pietro Leopoldo<\/strong>, il pi\u00f9 illuminato ed importante membro della casa austriaca degli Asburgo-Lorena, nuova dinastia alle redini del Granducato di Toscana fino all\u2019unificazione d\u2019Italia. A partire dal 1769 la Galleria fu riorganizzata completamente secondo i nuovi criteri di catalogazione sistematica dell\u2019Illuminismo e le raccolte furono divise per tipologia e destinate a sedi specifiche: per quelle scientifiche venne addirittura creato il nuovo Museo di Fisica e Scienze Naturali, conosciuto come la Specola.<\/p>\n<p>Durante il XIX secolo molte opere di scultura rinascimentale, per le quali i corridoi della Galleria prendevano il nome di Galleria delle Statue, furono spostate al Museo Nazionale del Bargello ed alcuni pezzi etruschi collocati al Museo Archeologico. Infine con il XX secolo la pinacoteca si \u00e8 arricchita di molte opere provenienti dai patrimoni di chiese e conventi, oltre che da donazioni e acquisti.<\/p>\n<p>Grazie a questa lunga e appassionante storia gli Uffizi sono diventati <strong>uno dei musei pi\u00f9 famosi e visitati del mondo<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione oggi \u00e8 rivolta al progetto futuro di una nuova uscita per la Galleria, progettata dall\u2019architetto <a title=\"arata isozaki\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arata_Isozaki\" target=\"_blank\">Arata Isozaki<\/a>. L\u2019ambizioso progetto cercher\u00e0 di conciliare l\u2019antico con il moderno, nel rispetto della storia e del prestigio di uno degli edifici pi\u00f9 importanti del mondo. Contemporaneamente sono stati avviati i lavori di ampliamento della Galleria con l\u2019acquisizione delle sale del primo piano, cosa che permetter\u00e0 l\u2019esposizione di molte opere prima non visibili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia della Galleria degli Uffizi Pochi sanno che il monumentale complesso degli Uffizi non fu creato per essere un museo. 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